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Ancora discussa l'origine di Lesina : alcuni la vogliono fondata da abitanti di Lucera intorno al 663; altri da pastori slavi; la maggior parte degli autori, tuttavia, basandosi sui numerosi ritrovamenti archeologici d'eta' classica, concorda nell'indentificarla con l'antica Alexina romana.

Mappa di Lesina

Lesina ...nota ai romani come Alexina, è una cittadina di circa 6.000 abitanti sita in provincia di Foggia e facente parte integrante del Parco Nazionale del Gargano.

Fondamentale per lo sviluppo della città è l'omonimo lago, o più precisamente la laguna poichè separata dal mare da una striscia dunale chiamata Bosco-Isola e delimitata da dua canali di marea artificiali: Acquarotta a ovest e Schiapparo a est.

La lunghezza della laguna è di circa 22 km e la sua larghezza massima di circa 3,5 km, per un'area complessiva di 51 kmq.
L'economia di Lesina si basa fondamentalmente sulle attività ittiche che nei secoli scorsi sono sempre state la fonte di sostentamento dei suoi abitanti, soprattutto nei momenti di grande carestia.
Lesina è, infatti, un paese di paranze, nasse, arpioni, pali di castagno: strumenti da pesca, attività molto florida in passato, su cui è strettamente collegata la costruzione di natanti adatti per i bassi fondali del lago; non più di dieci anni fa, le acque del lago erano solcate da barche in legno a vela quadrata.
Altro elemento rilevante per l'economia del paese è il turismo: numerosi gli alberghi e i campeggi, soprattutto nella frazione a mare di Lesina Marina.

Nel 1965 il regista Elio Piccon girò a Lesina e a San Nicandro Garganico, il documentario “L'Antimiracolo”, nel quale espose le ancora difficili condizioni di vita in alcune zone della Puglia e l'organizzazione arcaica, sino agli anni Sessanta, che caratterizzava la società locale, rimasta isolata dal boom economico italiano di quegli anni.

Il documentario ottenne il “Leone di San Marco” alla XXVI Mostra del Cinema di Venezia.

Oggi Lesina conserva intatto il suo antico fascino: il borgo vecchio con la sua imponente Cattedrale dedicata alla Santissima Annunziata e il palazzo vescovile, risalente al 1200, ricordano tempi lontani i cui la cittadina viveva solo grazie alla pesca.

Nella sala museo dedicata allo studioso “Raffaele Centonza” sono esposti reperti (recuperati grazie a uno scavo archeologico effettuato in seguito a una bonifica algale) sepolti da sedimenti limosi del fondale lagunare, che appartengono a sette tombe e fosse scavate nella roccia calcarea, contenenti corredi funebri datati tra VIII ed IV secolo a.C.

San Primiano martire - Patrono della città di Lesina 14 - 15 - 16 marzo

San Primiano martire - Patrono della città di Lesina 14 - 15 - 16 marzo

Spiaggia di Lesina

Spiaggia di Lesina

E' comunque certo che, sin dai primi tempi del Cristianesimo in Capitanata, Lesina fu un centro importante di predicazione e di irradiazione religiosa per la sede di quel Vescovato che le venne tolto intorno alla meta' del 1500, quando il suo prestigio e la sua importanza erano, ormai , irrimedialbilmente tramontati.
Posizione geografica e benessere economico portarono in Lesina, agli inizi del secolo VIII, i primi insediamenti cassinesi di Capitanata.

Disporre, infatti, di possessi sulle rive di quel Lago pare che fosse molto ambito : le anguille della laguna, famose per il loro sapore, costituivano una risorsa alimentare non trascurabile per le mense monastiche che non conoscevano la carne; inoltre, per alcuni grandi monasteri il lago rappresentava il piu' vicino sbocco marittimo nell'ambito dei possessi beneventani.

Quando il Ducato di benevento si smembro' in 34 contee, Lesina assurse a capitale di quella omonima, ben piu' vasta e importante delle altre, perche' di essa facevano parte molte terre del Gargano settentrionale, tra cui Cagnano, Carpino, Vico e Peschici.

Nel 1085 ne era signore Goffredo o Loffredo, cui successero, nel 1269, Carlo II lo zoppo, figlio del primo Angioino e, nel 1306, Bartolomeo Siginulfo, Gran Camerario del Regno.

Due anni dopo, pero', nel 1308, la contea ritorno' a fare parte delle terre demaniali sino al 1390, quando la regina Margherita di Durazzo infeudo' nuovamente Lesina, per donarla, nel 1411, alla casa Santa dell'Annunziata di Napoli che la possedette sino al 1751 allorche', in seguito a gravi dissesti finanziari, fu costretta a metterne all'asta la proprieta'.

Il feudo venne, allora, in possesso del marchese Placido Imperiale che ne fu signore sino a quando le leggi eversive della feudalita' fecero decadere ogni suo diritto e conferirono a Lesina piena autonomia comunale.

Oggi il paese, adagiato su una limitata lingua di terra nella laguna conserva ancora testimonianze del suo illustre passato: la
cattedrale e le rovine delle grandi abbazie di San Giovanni in Piano e di Ripalta rievocano la munificenza cristiana degli antichi conti che predilessero questa laguna per i saporiti frutti delle sue acque e per la pregevole selvaggina che in ogni tempo vi si e' diretta.


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